Bisogna montare spesso ma senza che i libri siano lasciati negli scaffali a coprirsi di polvere. N. Oliveira - Ecco, in questo blog ci occuperemo di libri... ma non solo.

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venerdì 5 marzo 2021

I libri.

 Sull'equitazione e sul cavallo, da Xenophon in poi, si son scritti tonnellate di libri e son scorsi fiumi d'inchiostro. Io, cavallaro autodidatta, ne avrò letto - negli ultimi 30anni - un centinaio.                                                                                                     Se dovessi indicarne uno fondamentale dovrei citarne due: Questioni Equestri e Dresser c'est simple... due capolavori che formano un unicum

lunedì 1 marzo 2021

"Le briglie da culo"

 Le briglie da culo? Ma che minchia dici?


Già, così ho trovato e così ho riportato nel brano gustosissimo di Luciano Spadanuda dalla sua Storia delle Mutande (cliccate sul link sopra per leggerlo tutto).

Ora, il vostro affezionatissimo, ha capito subito che - probabilmente - si tratta di una cattiva traduzione dal francese e ve lo dimostra.


Il verbo Brider da cui bride - briglia si traduce con:  avere sotto controllodominaretenere a frenotenere in frenofrenaresottilizzareinibiresofisticare, conteneretrattenere.


Dunque, nel nostro caso, bride non vuol dire briglia: imboccatura per cavalli, ma contenitore.

Infatti, l'indumento - fino ad allora sconosciuto - agli occhi del popolino rappresentava il contenimento, la chiusura, l'inscatolamento del deretano, appunto, non per niente, in francese, la mutanda conserva il suo attaccamento al culo, infatti si chiama culotte.

Capito questo, la traduzione letterale è: contenitore da culo, ma possiamo azzardare una traduzione più libera e più efficace: sacco da culo. 






Il nuovo Lapalisse !

Lapallissiano, da wiki: -

Alla morte di La Palice, infatti, i suoi uomini composero un brano che recitava: "... se non fosse morto / farebbe ancora invidia" ("il ferait encore envie"). Tuttavia, con il tempo la effe di ferait fu letta esse, quindi serait, e la parola envie divenne en vie; con il risultato che il testo recitò "lapallissianamente" ch'egli se non fosse morto sarebbe ancora in vita" ("il serait encore en vie"): 

a pag. 111 di "Capire l'Equitazione". Allemandi editore leggiamo: - 

"Ma il Generale L'Hotte, la cui attitudine da vivo era stata così netta, ha lasciato opere postume della più grande chiarezza. E' sufficiente rileggerle per troncare la questione senza possibilità di dubbio."

Qualkuno ha provato ad emulare il signor de La Palice che "se non fosse morto sarebbe stato vivo"...infatti in quel libro si sottolinea che il Generale da vivo aveva una netta attitudine a qualcosa...eh già ! Il traduttore ha fatto bene a sottolineare il fatto, perché molti di noi credevano che il Generale - da morto - continuasse imperterrito a conservare tutte le sue pregevoli attitudini.

Forse sarebbe stato meglio tradurre"netta attitudine" con "netta posizione", perché l'autore si riferisce alla netta posizione assunta da L'Hotte riguardo la "fusione" tra il Baucherismo e il Daurismo.

Forse così fila meglio:

"Il Generale, ebbe una posizione estremamente netta a riguardo, che è esposta con grande chiarezza nelle sue opere postume. E' sufficiente rileggerle per troncare la questione senza ombra di dubbio." 

E' più facile che una gomena passi ....

 L'undici Settembre 2010...uhm, questa data mi ricorda qualcosa...pubblicavo il post: - "La gestione",  lo riprendo per continuare quell'argomento partendo dalla madre di tutte le traduzioni sbagliate.

Gesù - nelle sue parabole, nelle sue espressioni - non usava immagini surreali come quella del "cammello", infatti, lui si riferiva al camalo-gomena-grossa fune che doveva passare dalla cruna dell'ago non pensava neanche lontanamente al "cammello", il traduttore di turno, trovandosi davanti la parola greca "kamelos" - che vuol dire gomena, appunto - senza capire quello che lui stesso scriveva - traduceva con: - "cammello".
In base a queste cattive traduzioni, la nostra bella terminologia equestre si sta perdendo, ormai qualsiasi cavallo con i testicoli è uno "stallone, in realtà, in italiano stallone indica il cavallo messo alla riproduzione e questa parola viene usata - per estensione -  anche per i maschi di cani, canarini, asini, ecc. destinati alla riproduzione; in inglese, la parola corrispondente è "sire", mentre - in quella lingua - "stallion" significa "cavallo intero", dunque ancora una volta i nostri traduttori - sbagliando - hanno fatto diventare "sire"/riproduttori/stalloni tutti i lalli con le palle.
stallone
Rex McDonald (Left) in a get of sire class.
Sire (n.) (old)
Sire (nel senso di sovrano)

sire (n.)


Dal vocabolario Treccani.
Governo: - La cura degli animali domestici: il gdei pollidei buoidei cavalli.
Quando ero bambino abitavamo in città ma avevamo un giardino, facevo a turno con miei fratelli e sorelle per dare il becchime alle galline, alle anatre, ai conigli, sento ancora la voce di mia madre che chiedeva: - "Lellù hai governato gli animali?".
Sapevo che il nostro fattore governava le mucche, sia che le strigliasse, sia che le desse il fieno ,lo stesso era per i 2 muli e la cavallina del nonno che però si trovavano in un altro posto in una campagna dove c'erano le vigne.... anzi - in italiano - si chiamavano "governo della mano" tutte le operazioni giornaliere di pulizia e cura dei cavalli, ma non solo di questi.
Ora, questa parola: - "governo" - "governare" nel senso di accudire gli animali, in particolare i cavalli, nel ueb è pressochè scomparsa sostituita da: - "gestire" termine orribile, al massimo si può gestire un impianto ippico, una scuderia, un maneggio ma i cavalli si governano...si governavano prima che la cattiva/pessima traduzione dall'inglese di management: - amministrazione, conduzione, direzione, gestione aziendale, organizzazione, avesse deciso che
"Horse management"
debba essere tradotto con: "gestione del cavallo".
La "gestione" è estesa anche ai cani che vengono gestiti e non più accuditi/tenuti come si diceva qualche tempo fa...mi fermo, ma sicuramente la "gestione" ha colpito anche altri animali domestici, sono sicuro che se mi metto a cercare, troverò - con orrore - che qualcuno ha già scritto il manuale sulla "perfetta gestione del criceto".     Non mi stupirò !

Penso che il nostro "servilismo linguistico" abbia la sua massima espressione in equitazione...forse non tutti sanno che la terminologia equestre classica è italiana, i francesi se ne sono appropriati, l'hanno francesizzata e l'hanno "rivenduta" al mondo intero con la nostra supina adesione. 
cavallerizzi e scudieri
Perché, la terminologia equestre sportiva e dell'ippica nata in Inghilterra, si esprime - a tutt'oggi in inglese in ogni angolo del globo, e le parole equestri dell'alta scuola sono state francesizzate ??
Adoro la Francia, un grande paese, basterebbe il motto sopra esposto per farlo tale agli occhi dell'umanità !
E poi, la prima volta che fui veramente tra le braccia di una donna...diciamo "braccia", fu con una ragazza parigina, siamo alla metà degli anni sessanta del secolo scorso ed eravamo in un albergo di Sorrento.
Però, la Francia è anche la patria di monsieur Chauvin...da Treccani: -sciovinismo Nazionalismo esasperato e intollerante. È termine usato polemicamente dalla pubblicistica francese, e di lì passato ad altre nazioni: deriva dal nome di N. Chauvin (da cui chauvinisme), soldato fedelissimo a Napoleone, divenuto simbolo del patriota fanatico ed esaltato.
da sempre, lo sciovinismo dei nostri "cugini", mi sta sui "cabasisi".
La prima volta che fui a Parigi, avevo poco più di vent'anni, mi presentarono al direttore della "Terrazza Martini" - un vecchietto segaligno ed affettato con accanto un puttanone platinato che - ricordo come se fosse ora - aveva in braccio un perfido incazzosissimo ciuaua.Il mio nome era scritto sul biglietto di invito, e nel dargli la mano avevo ribadito di chiamarmi de Martinis - Raffaele de Martinis.
Ebbene, lui mi presentava agli altri ospiti come il "signor Martinis", e mi si rivolgeva chiamandomi in quella maniera; la prima volta feci finta di  niente, poi gli feci notare cortesemente l'errore, infine glielo ribadii con forza.
Al che lo stronzissimo sciovinista rispose: - " caro signore, noi abbiamo fatto una rivoluzione per togliere quel "de"....".
Ero troppo giovane e timido per rispondergli come di dovere, fosse accaduto dieci anni dopo, gli avrei saputo rispondere per le rime, purtroppo allora rimasi muto con un sorriso ebete in faccia...comunque scappai via subito"incazzato come un bufalo", andai in discoteca, c'era Sophie, l'incazzatura passò.
Cosa c'entra tutto ciò coi lalli e con l'equitazione ?? C'entra, c'entra.

Indubbiamente, in Francia in quanto a cavalli e a cultura equestre ci "battono con una mano sola", ma, pur facendo sfoggio del loro irritante sciovinismo,  sanno benissimo che l'Equitazione, la "bella equitazione" è nata in Italia, e che i loro maestri vennero in Italia ad imparare dai nostri cavallerizzi a cominciare da Pluvinel che resto per sei o sette anni a Napoli a prender "lezioni" dal Pignatelli.


Sanno benissimo - anche se fanno finta di dimenticarlo - che piaffer deriva dall'italianissimo piaffo: - "passo a piè fermo" altrimenti detto, in maniera deliziosa: - "far ciambella"...e così via, come ho detto tutta la terminologia equestre classica è italiana.
Anche con l'equitazione sportiva ci sono debitori, sono debitori a Caprilli, sono pronto ad ammettere che il "sistema" di Caprilli in Italia è stato ingessato coi risultati che sappiamo, d'altronde è altrettanto vero che la "monta italiana" è stata sviluppata e rivista con ottimi risultati in : - USA, Germania, Inghilterra e Francia ma solo i nostri vicini "mangiarane" "nun ce vonno stà", solo a loro è venuto in mente di chiamare il "forward seat"  - inventato da Caprilli - la "monte Danloux"...

Gaspare Bolla: - uno dei migliori "allievi" di Caprilli.

Danloux: - si esibisce nella "sua" monta...

Cosa ha inventato Danloux ?? Vedete una differenza ??
O forse Bolla praticava la "monta Danloux  prima che il nostro la inventasse...ma andassero 
"affanculo"  !
Per completezza di informazione, la "monta Danloux"  si differenzia dal sistema caprilliano per l'aderenza - oltre che del ginocchio - del polpaccio, che, se da una parte rinsalda l'assetto, dall'altra impedisce l'indipendenza e la facilità degli "aiuti inferiori", ma di questo parleremo in altra occasione.
Ora, diciamolo, il nostro servilismo linguistico è proverbiale, per il passato siamo stati succubi del francese e molte parole son rimaste di uso comune: - garage, brioche, parquet, gaffe, collant, verve, biberon ecc. ecc. oggi, naturalmente la lingua più invasiva è l'inglese, infatti, ci appropriamo con entusiasmo delle sue parole anche quando non è il caso a cominciare dalle nostre più alte istituzioni che ci impongono: - il questiontaim, la devoluscion, il uelfer, lo eleziondei...addirittura hanno fatto una legge per punire il reato di stolching..."molestie" non andava bene? 
Durante il TG della 7 delle13.30, la giornalista in un servizio da Bari per le note vicende, ha pronunziato per 14 volte la parola "escort" e due per volte ha detto  "sfruttamento della prostituzione" per coerenza - la mentecatta - avrebbe dovuto dire "sfruttamento della escortizzazione", cosa è una escort: - una signorina che per denaro o altri benefici la dà per mestiere, in italiano le donne che praticano il meretricio, la prostituzione si chiamano: - meretrice, prostituta, etera, puttana,  sgualdrina parole italianissime e correttissime ma ce ne sono molte altre: - bagascia, mignotta, peripatetica, marchettara, battona, zoccola, troia ecc. ecc.

Con "escort" si crea l'equivoco..."mamma da grande voglio fare l'escort",  dice la piccina, e ti credo !
Ormai le puttane son diventate opinioniste, scrivono libri, inaugurano discoteche e centri commerciali, rilasciano interviste, vengono fotografate come modelle, dicono di essere modelle, appunto...Ruby è andata al "ballo delle debuttanti" di Vienna...ma forse  sono io che penso male: - è andata allo storico ballo in quanto nipote di Moubarak il chè mi pare cosa "buona e giusta".
...ah ! Il "default" tutti parlano di default, quelle "teste di  cazzo" dei giornalisti ripetono quello che i politici - emeritissime teste di minchia! -  dicono: - "il pericolo di default della Grecia rischia di coinvolgere anche l'Italia"...ma stiamo scherzando !!

Stanno parlando di fallimento, di bancarotta, di insolvenza, di crack finanziario e loro dicono "default", una parolina quasi rassicurante, mentre potrebbe accadere che domani lo stato, lo stato italiano non paghi i creditori, i fornitori, le pensioni e gli stipendi.
Meno male che Gasparri  ci rasssicura dicendo che eviteremo il "default" grazie alle riforme che farà Berlusconi il quale già c'ha detto che: - "la crisi è psicologica" spendete e spandete, poi ci ha rassicurato dicendo che "la crisi era alle nostre spalle",  ci ha giurato e ha fatto "giurare" che credeva che "Ruby fosse  la nipote di Moubarak", con incredibile faccia tosta afferma che "le somme date a Tarantini - circa 800.000 euri -  sono un aiuto per una famiglia in difficoltà con figli piccoli ", e che dire delle sue "cene eleganti" ??


Queste sono solo le più recenti bugie che il nostro presidente del consiglio ci ha propinato, quale credibilità ha il "satiro di Arcore" ?
In realtà, Papi è il più grande monopolista italiano che - secondo Gasparri - dovrebbe fare, in poco più di un anno, quello che non ha fatto in 17 anni: - la grande "rivoluzione liberale" in Italia.

Escort e default, puttane e fallimento, la parabola di Berlusconi si sta concludendo nel peggiore dei modi, speriamo che non sia tentato da: -  "muoia Berluscone con tutti i filisdei"...mah !
E' dura parlare di lalli quando ci stanno portando simpaticamente nel precipizio a cominciare dai "duri e puri" della lega che si sono ambientati  a "Roma Ladrona" come i topi nel formaggio...

Non c'è segreto più intimo di quello che c'è tra un cavaliere e il suo cavallo.

 



Non esiste una così intima segretezza come tra cavaliere e cavallo.
(R. Smith Surtees)
Chi non conosce questa frase ?

La trovate in ogni forum che si rispetti, ogni blog equestre degno del nome "equestre" la cita orgogliosamente.

Ora, la prima domanda che nasce spontanea è: - 

Robert Smith Surtees...ma cu minchia je ?? 

 

Soddisfatta la curiosità, ci accorgiamo che la frase non è completa, manca dell'antefatto, infatti il "proverbio" completo è : -   

"It is best to let the horse go his way, and pretend it is yours. There is no secret so close as that between a rider and his horse."

Ora, cercando nel ueb si trova - anche se più raramente - la versione completa tradotta in italiano: -  

"È meglio lasciare che il cavallo segua la sua strada, e pretendere che sia la tua. Non c'è segreto più intimo di quello che c'è tra un cavaliere e il suo cavallo."

Ma che minchia vuol dire ??

Come al solito si è fatta una traduzione "ad minchiam", è evidente che il traduttore non capisce quello che sta traducendo !!

To pretend, in inglese vuol dire: - far finta, fingere...




Basta sostituire "pretendere" con "fingere" ed ecco che: - "luce fu !"....

 "È meglio lasciare che il cavallo segua la sua strada, e fingere che sia la tua. Non c'è segreto più intimo di quello che c'è tra un cavaliere e il suo cavallo."
 Oppure: -  
"È meglio lasciare che il cavallo segua la sua strada, e far credere che sia la tua. Non c'è segreto più intimo di quello che c'è tra un cavaliere e il suo cavallo."

 Un cavaliere d'esperienza sa che nella difficoltà, nel dubbio, è meglio affidarsi al suo lallo...Tchiffely scrive che - durante il suo fantastico viaggio, Mancha - o forse era Gato - si rifiutò di avanzare senza apparente motivo malgrado le sollecitazioni del suo cavaliere, fatto piede a terra, Tchiffely si accorse che quello che sembrava un terreno solido e compatto era una "sabbia mobile".


Allora, il dimezzamento dell'aforisma - citatissimo in italiano - trova la sua ragione nel fatto che la prima parte della frase tradotta con "pretendere" non ha senso, dunque, meglio tagliare.
Invece, quel : -

"È meglio lasciare che il cavallo segua la sua strada, e fingere che sia la tua." è il senso, la morale da trarre da quell'aforisma.

In altre parole: - "...conviene adattarsi alla realtà, facendo finta di determinarla, piuttosto che tentare di cambiarla."
I politici - quelli bravi - son maestri in questo e ci sembrano "grandi condottieri" anche se sono delle emerite teste di minchia.

I politici soltanto "teste di minchia" invece - prima o poi - saranno costretti ad ammettere pubblicamente che  è il "cavallo che - per loro - decide la strada". 
Guardate il nostro "cocchiere", è in balia del tiro a 4 che conduce la diligenza nella quale - ahimè - tutti stiamo viaggiando sull'orlo del precipitio. 
"Siamo nelle mani di 4 cavalli": - Nicolas, Angelina, BCE e Borsetta. 
Vista la situazione e conoscendo Silvio e alla luce di quello che ha fatto ma sopratutto di quello che non ha fatto...è meglio così !


1994 - Discesa in campo di Berlusconi: - "Un milione di nuovi posti di lavoro !!"

 Chi li ha visti ??

Maggio 2001 - "Porta a Porta": - tre aliquote Irpef, "poliziotto di quartiere", con conseguente diminuzione dei reati, dimezzamento della disoccupazione, innalzamento delle pensioni minime ad almeno un milione di lire, avvio del 40 per cento dei lavori previsti dal piano Grandi Opere. Culo Flaccido disse che se non realizzava 3 dei 5 punti entro il 2006, non si sarebbe ricandidato.

  Naessun risultato fu raggiunto, ma lui si ricandidò...eccome!!

Potrei continuare con le promesse fatte agli aquilani, con le liberizzazioni, con la monnezza di Napoli, con l'abolizione delle provincie, con la fine - in 2/3 settimane (Maggio 2011) - degli "interventi di pace" in Libia, previsione fatta per bocca del suo maestro di sci Frattini...lasciamo perdere, segnalo soltanto che i lampedusani, stanno ancora aspettando: - l'acquisto - da parte sua - di una super villa, la candidatura dell'isola al Nobel per la Pace, il casinò e il campo da golf.


Se c'è qualcuno che crede/che dice di credere alle promesse del grande capo "Culo Flaccido" ...chiamate la "neurodeliri" ! 

Oppure no, trattasi semplicemente di "uno scemo di TV", uno dei tanti - col cervello ridotto in pappa da trent'anni di "condizionamento televisivo" - che hanno permesso/permettono a "Culo Molle" di spadroneggiare in questo paese.



22 Gennaio 2014.

Ne è passato di tempo, Bellusconi è diventato un comune cittadino, un pregiudicato condannato definitivamente a 4 anni per frode fiscale, mentre, altri processi sono accesi, o si stanno accendendo per: prostituzione minorile, corruzione, concussione, ecc.
Ormai, come ogni anziano agiato che si rispetti, ha la badante e il cagnolino, con la piccola differenza che quello stà ancora li - dopo vent'anni - a fracassarci la minchia con promesse mirabolanti...il problema non è quello, è che ancora milioni di italiani ci credono, continuano a crederci.

HORSES

 "...e poi quella sera,

di tarda estate gli strani cavalli arrivarono
sentimmo uno scalpitare lontano sulla strada
un rombo di mandria sempre più forte. S'interruppe riprese
si avvicinò come il tuono. Vedemmo le teste
un'onda selvaggia travolgente: provammo paura.
Avevamo venduto i cavalli ai tempi dei nostri padri per comprare trattori
e ora ci apparivano oggetti fantastici
destrieri mitologici, sortiti da qualche antico scudo o da un libro cavalleresco.
Non osavamo avvicinarci, ma essi attendevano
caparbi e timidi, quasi condotti dall'antico istinto
a scoprire dov'eravamo.
Dov'era l'antica perduta fratellanza."...

La tragedia di Fukushima, fece tornare di attualità questi bellissimi versi di Edwin Muir.
Il poeta immagina l'incontro - un nuovo incontro - tra l'uomo e il cavallo dopo una devastante guerra atomica.
E' evidente che il cavallo rappresenta la natura che - dimenticata offesa oltraggiata sfruttata  annientata dall'uomo - resta comunque nostra madre, il nostro estremo rifugio.




La tragedia di Fukushima, fa tornare di attualità questi bellissimi versi di Edwin Muir.
Il poeta immagina l'incontro - un nuovo incontro - tra l'uomo e il cavallo dopo una devastante guerra atomica.

E' evidente che il cavallo rappresenta la natura che - dimenticata offesa oltraggiata sfruttata  annientata dall'uomo - resta comunque nostra madre, il nostro estremo rifugio.

Muir era un ecologista antelitteram - secondo me - fin troppo ottimista...ma non voglio parlare di lui nè della sua opera; seguendo questo link, troverete due differenti traduzioni dei versi di "Horses" che ho sopra pubblicato.

Traduzioni di: "Horses"




Sono un classico esempio di come il traduttore può essere interprete della lingua di partenza ed autore nella lingua di arrivo oppure un mero convertitore di parole da una lingua all'altra.

La scrittura, oltre a comunicare a dare notizie, deve far passare emozioni, evocare  immagini, sollecitare la fantasia.

Per far questo, le parole da sole non bastano, ci vogliono: - sintesi, ritmo, forma, stile...la poesia - impietosa - mette a nudo questa esigenza.

C'è stato un arrembaggio, una invasione di ragazzini, di bambini in questo blog...probabilmente, seguendo nel ueb le parole: - "Nino Barresi" - il nome del suo amato istruttore di equitazione - uno degli allievi di Nino ha scoperto questo sito, subito ha sparso la voce su feisbuk ed ecco che "vedo" saltellare e razzolare e rovistare tra i miei post - un pò spaventati ma curiosi e "affamati" - un nugulo di "pulcini".


 Quest'occasione mi dà lo spunto per motivare la sospensione della pubblicazione delle mie traduzioni.

I due testi del Generale sono perfetti, sono adattissimi per essere offerti alla lettura dei giovanissimi, basta dargli il taglio giusto.

"Un Officier" - la biografia del Generale - può essere un romanzo d'avventura per ragazzi a tema equestre.

"Questions" - un capolavoro assoluto - potrebbe diventare il "libro della vita" per il cavaliere, per ogni cavaliere...pensateci, quanti di noi si sono appassionati alla lettura partendo da : - Moby Dick, L'Isola del Tesoro, Robinson Crusoe, I Tre Moschettieri sono testi che si leggono con piacere dai nove ai novant'anni...se si deve cominciare tanto vale partire dal "meglio".

Vi assicuro che i due libri del Generale sono il "meglio del meglio" !

Infatti, penso che sarebbe fantastico unire in un unico cofanetto la traduzione delle due opere del Generale ad uso proprio dei giovanissimi, dei ragazzini.

Sono due testi complementari, l'importante è renderli in un italiano gradevole ma sopratutto comprensibile di primo acchito...devo trovare un editore !

GLI UCCELLI

 

Dal libro di Karl - Une Certaine Idee du Dressage:

"La danse est une cage où l'on apprend l'oiseau".  C. Nougaro

traduzione nel libro:
"La danza è quella gabbia dove si apprende l'uccello".

 traduzione on line:
“La danza è quella gabbia dove l’uccello apprende”: 

... la mia traduzione: 

La danza è una gabbia dove si impara ad essere uccelli.

Il poeta ci dice - attraverso un ossimoro - che si impara a volare (si raggiunge uno scopo) rinchiudendosi in una gabbia di: rigore, disciplina, applicazione, sacrifici.






Chi volesse LA DANZA

La "gestione".

 Dal vocabolario Treccani.


Governo: - La cura degli animali domestici: il gdei pollidei buoidei cavalli.

Quando ero bambino abitavamo in città ma avevamo un giardino, facevo a turno con miei fratelli e sorelle per dare il becchime alle galline, alle anatre, ai conigli, sento ancora la voce di mia madre che chiedeva: - "Lellù hai governato gli animali?"

Sapevo che il nostro fattore governava le mucche, sia che le strigliasse, sia che le desse il fieno, lo stesso era per i 2 muli e la cavallina del nonno che però si trovavano in un altro posto in una campagna dove c'erano le vigne.

Ora, questa parola: - "governo" - "governare" nel senso di accudire gli animali, in particolare i cavalli, nel ueb è pressochè scomparsa sostituita da: - "gestire" termine orribile, al massimo si può gestire un impianto ippico, una scuderia, un maneggio ma i cavalli si governano...si governavano prima che la cattiva/pessima traduzione dall'inglese di management: - amministrazione, conduzione, direzione, gestione aziendale, organizzazione, avesse deciso che


"Horse management"
debba essere tradotto con: "gestione del cavallo".

La "gestione" è estesa anche ai cani che vengono gestiti e non più accuditi/tenuti come si diceva qualche tempo fa...mi fermo, ma sicuramente la "gestione" ha colpito anche altri animali domestici, sono sicuro che se mi metto a cercare, troverò - con orrore - che qualcuno ha già scritto il manuale sulla "perfetta gestione del criceto".

Non mi stupirò !