
"...Voi eravate ieri molto stanca,
oh tanto che vi caddero di mano
i fiori. Non è vero che di mano
vi caddero le rose, tanto stanca
eravate?.... "
E' un pezzetto di una celebre poesia di D'Annunzio, mi è rimasta impressa per la "caterva" di "voi" contenuti nel testo e per il fatto che il mio prof. di lettere - napoletano - la recitasse con tono aulico, trombonico...alla Gassman pronunciando - ahilui - : - "stanga tanto stanga eravate".
I miei genitori erano "moderni", mai pretesero da noi figli il "voi", ma miei coetanei - in ambienti più conservativi - dovevano dare del "voi" ai loro parenti.
Ho sempre avuto un'istintiva repulsione per il "voi", quando ero piccolo mi pareva che chi lo usava si rivolgesse ad una "marea" di persone pur avendo davanti un solo individuo...mi sembrava una presa per i fondelli.
oh tanto che vi caddero di mano
i fiori. Non è vero che di mano
vi caddero le rose, tanto stanca
eravate?.... "
E' un pezzetto di una celebre poesia di D'Annunzio, mi è rimasta impressa per la "caterva" di "voi" contenuti nel testo e per il fatto che il mio prof. di lettere - napoletano - la recitasse con tono aulico, trombonico...alla Gassman pronunciando - ahilui - : - "stanga tanto stanga eravate".
I miei genitori erano "moderni", mai pretesero da noi figli il "voi", ma miei coetanei - in ambienti più conservativi - dovevano dare del "voi" ai loro parenti.
Ho sempre avuto un'istintiva repulsione per il "voi", quando ero piccolo mi pareva che chi lo usava si rivolgesse ad una "marea" di persone pur avendo davanti un solo individuo...mi sembrava una presa per i fondelli.
Quando poi venni a sapere che il "voi" fu imposto - senza successo - dal regime fascista, il mio "schifìo" per questa forma di cortesia divenne totale.
Ancor oggi - da noi - a persone anziane o di particolare importanza, gli si rivolge il saluto : - "vossia benerica" o "assa benerica"..."assa" è una contrazione di "vossia" che a sua volta è una contrazione di "vostra signoria", un evidente reperto archeologico linguistico di altri tempi ma certamente ancora vivo nella parlata siciliana.
Dovendo tradurre in italiano "assa benerica" è: - i "miei rispetti" ma di fatto è inteso come: - "buongiorno/buonasera/buonanotte" a seconda dell'ora nella quale viene pronunciato il saluto, rendere con : - "vostra signoria mi benedica" come la lettera dice, potrebbe essere ammesso solo come citazione dialettale virgolettando la frase.
Tornando al "voi", ho trovato che i "colleghi traduttori" di cose equestri, rendono la forma di cortesia "vous" con "voi", la cosa mi ha sempre stupito anche perché in analoga circostanza, il pronome "you" inglese è reso - giustamente - con il "lei".
Dovete sapere che, essendo un traduttore non professionista e men che mai un letterato ma certamente un curioso lettore di cose equestri, mi son posto e mi pongo tante domande - nella specie - quando mi sono trovato nella necessità di tradurre il "voi" usato dal Generale nei suoi "souvenirs".
Che fare ? Ragionandoci su e per logica ho tradotto con il "lei", ma per essere sicuro mi son rivolto alla "cassazione", all'Accademia della Crusca...che non abbisogna di ulteriori presentazioni che ha confermato: -
"...Venendo alla seconda parte della domanda del nostro lettore, riguardante la possibile scelta tra il voi e il lei, osservo che nella lingua scritta, standard, ufficiale, la scelta oggi possibile sembra essere solo quella tra il tu e il lei, mentre il voi, riferito ad un singolo, appare sempre più relegato ad usi marcati per arcaismo e regionalismo (più diffuso tra gli anziani e nelle regioni meridionali) o, addirittura, per calchi mal riusciti in traduzioni dal francese o dall’inglese, dove andrà sempre sostituito con Lei. ..."
Questo è il link dove chi vorrà potrà leggere tutto lo svolgimento dell'argomento che è piuttosto lungo ma interessantissimo: http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=7648&ctg_id=93

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