Bisogna montare spesso ma senza che i libri siano lasciati negli scaffali a coprirsi di polvere. N. Oliveira - Ecco, in questo blog ci occuperemo di libri... ma non solo.

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lunedì 1 marzo 2021

CAVALLO AFFOLLATO

 





Dunque, vediamo il caso speculare ma contrario di quello già esposto in "Ragionare Stanca", cioè competenza in equitazione ma scadente capacità di traduzione:

Un cavallo che dall'immobilità parte francamente a un trotto o a un galoppo vibranti, ma sottomessi, dimostra che nell'alt era teso. (Se parte in disordine dimostra semplicemente che era più o meno eccitato o affollato).

Questo periodo si trova a pagina 80 di: "Capire l'Equitazione" di JeanSaint-Fort Paillard, bellissimo testo licenziato alle stampe da Allemandi Editore nella traduzione di Paolo Angioni.

Aggettivi e definizioni sul cavallo si "sprecano", da secoli si son scomodati - in questo esercizio - insigni scrittori, aulici poeti ed eminenti cavallerizzi... ma definire un cavallo "affollato" non è venuto mai in testa a nessuno, non ha nessun senso, nessuna corrispondenza neanche in espressioni gergali o di specie, sarà un errore di stampa ?? Un refuso ?? O che cosa ??

Bisognerebbe chiederlo al traduttore.

Nell'impossibilità, ho messo alla frusta i miei residui neuroni e con poco sforzo ho trovato una possibile spiegazione, basta avere a disposizione un dizionario francese ed un po di fantasia.

Bonder: - riempiere, colmare, farcire, affollare ecc. ecc.
Bondir: - balzare, scattare, saltellare, fremere....(fremere d'impazienza) ecc. ecc.

Ora è chiaro che l'autore voleva dire: - "il cavallo o è eccitato o è impaziente o qualcosa del genere", "Dio solo sa come è nata la confusione nella traduzione, dato che il participio passato di bonder è : - bondé e quello di bondir è:  bondi.

Siccome non ho il testo originale, ci può/ci deve essere un'altra spiegazione, la aspetto.
Di sicuro un cavallo non può "essere affollato".

7 Febbraio 2022 - Forse in originale viene usato il participio del verbo affoler - spaventato o il lemma affolement - affollamento, ma anche panico, disperazione, ecc. vedremo.

Comunque: i tifosi di calcio allo stadio si affollano, "sono affollati all'ingresso delle tribune"; ma un tifoso, per il semplice fatto che è "uno" è "uno solo" non può fare una folla, non è affollato, non si affolla, non può essere affollato.

Questo lo si capisce con un minimo di logica, comunque constato che una persona competente - perchè il colonnello a riposo Angioni che è certamente competente in equitazione - dimostra di avere scarsa dimestichezza con l'italiano e forse anche col francese, sicuramente non è portato per le traduzioni.

Nello stesso libro di casi simili - certamente meno eclatanti - ce ne sono a bizzeffe, ad esempio, a pagina 68 leggiamo: - "equilibrazione" parola che non esiste in italiano, almeno non l'ho trovata nei vocabolari: Treccani - Zingarelli - Devoto Oli, probabilmente si tratta della pessima traduzione di équilibration che in italiano si rende con: equilibratura, equilibramento, bilanciamento, compensazione ecc.

Ma questa è veramente bella.
 
A pag. 111 del libro in questione:
Ma il Generale L'Hotte, la cui attitudine da vivo era stata così netta, ha lasciato opere postume della più grande chiarezza. E' sufficiente rileggerle per troncare la questione senza possibilità di dubbio.

Qualkuno ha provato ad emulare il signor de La Palice*, infatti, in quel libro si sottolinea che il Generale da vivo aveva una netta attitudine a qualcosa... eh già !
Il traduttore ha fatto bene a sottolineare il fatto, perché molti di noi credevano che il Generale - da morto - continuasse imperterrito a conservare tutte le sue pregevoli attitudini di essere vivente.

Scherzi a parte, forse sarebbe stato meglio sostituire "netta attitudine" con "netta posizione", perché l'autore - probabilmente - si riferisce alla netta posizione assunta da L'Hotte riguardo i tentativi di  "fusione" tra il Baucherismo e il Daurismo... lo si evince dal contesto dello scritto.

Forse così fila meglio:
Il Generale, ebbe una posizione estremamente netta riguardo la fusione tra il metodo Baucher e quello di d'Aure, che è esposta con grande chiarezza nelle sue opere postume.


L'errore del buon colonnello è di essere molto/troppo/assai legato al testo, cerca di tradurre alla lettera, alla "letterissima", con risultati davvero curiosi... ma al peggio non c'è mai fine: 
  • abbiamo visto traduttori competenti in equitazione ma poco portati alla traduzione, 
  • traduttori competenti nel loro mestiere ma incompetenti in materia equestre,
  • ma abbiamo un esempio mirabolante di una signora incompetente in tecnica equestre e incapace di tradurre, malgrado ciò, ha tradotto, ha massacrato, ha distrutto il bel libro di  Le Guillou: 



Quì sotto la traduzione "criminale" della Crimini... il complimento studiato a terra è l'inchino, la riverenza giuochino facile facile da insegnare al lallo con qualche zuccherino.
*Alla morte del signore de La Palice, i suoi uomini composero una canzone in suo onore nella quale una strofa dice così: ... se non fosse morto / farebbe ancora invidia ("il ferait encore envie"). Tuttavia, con il tempo la effe di ferait fu letta esse, quindi serait, e la parola envie invidia divenne en vie in vita; con il risultato che il testo recitò "lapallissianamente" ch'egli se non fosse morto sarebbe ancora in vita" ... compris?

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