Bisogna montare spesso ma senza che i libri siano lasciati negli scaffali a coprirsi di polvere. N. Oliveira - Ecco, in questo blog ci occuperemo di libri... ma non solo.

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lunedì 1 marzo 2021

"Ragionare stanca."




Per sottolineare lo sforzo che sto facendo per una "traduzione ragionata" delle opere del Generale, ho parafrasato il titolo di una celebre poesia di Pavese: - "Lavorare Stanca".

Nelle pagine quì accanto metterò i "ragionamenti" che ho fatto per cercare di capire il linguaggio pieno di "fuffa e muffa" del Generale ma sopratutto come ho cercato di fare perchè le sue parole siano comprese da tutti.

La casistica degli svarioni nei quali sono incorsi i volenterosi traduttori equestri italiani è vasta; ho l'impressione che questi: se sono competenti di equitazione sono assolutamente disastrati in traduzione, se sono traduttori professionisti sono "improbabili persone di cavalli".

Ecco un esempio del secondo caso: - traduzione buona, competenza limitata, capacità di ragionamento insufficiente.

"Le cheval dans l'antiquté gréco-romaine" di Paul Vigneron, tradotto da LauraToschi è uno studio fondamentale sul cavallo nell'antichità occidentale, anche se ci sono delle sbavature, nel complesso è versato in italiano molto bene, ma c'è uno svarione "da paura"... frutto forse dell'incompetenza della traduttrice ma certamente nato dal fatto che "ragionare stanca".

E ve lo dimostro...

A pagina 60 leggiamo: - "Per assicurare l'immobilità del cavallo mentre viene operato gli antichi usavano una specie di impalcatura simile a quella che i veterinari odierni chiamano "un lavoro"...."

Un minimo di ragionamento o di ricerca avrebbe evitato l'errore, perchè se è vero che "travail" vuol dire "lavoro", in altri casi indica.... dal dizionario e traduttore
o.l. sesAgent: -

TRAVAIL (s. m.)

1. Nom donné à des machines plus ou moins compliquées, à l'aide desquelles on assujettit les grands animaux, soit pour les ferrer, quand ils sont méchants, soit pour pratiquer sur eux des opérations chirurgicales.
• Vous connaissez mes chevaux, ils sont fort beaux ; celui qui s'appelle le Favori était au travail ; on lui faisait le poil de l'oreille, ne vous en déplaise, il s'est mis en furie ; on a voulu lui rendre sa liberté ; il s'est jeté comme un furieux par-dessus les barres, et s'est crevé le coeur (SÉV. 460).

Invece in italiano, dal dizionario o.l. Treccani: -

travàglio2 s. m. [forse der. del lat. trabs trabis «trave»]. – In veterinaria e mascalcia, mezzo di contenimento destinato a tenere fermo il cavallo (o altro animale), in posizione eretta o sdraiata, durante interventi chirurgici, o anche durante la ferratura, se indocile: Ch’io so domar le bestie nel t. (Pulci); «travaglio» chiamano i maniscalchi il castello in cui imprigionano e avvincono i cavalli restii a lasciarsi ferrare (Bacchelli).

E' evidente che i veterinari moderni in italiano quella impalcatura la chiamano: "travaglio" e non lavoro...nessuna persona competente in cavalli sarebbe caduta nell'errore.

Per concludere, in siciliano "lavoro" si dice : "travagghiu" mentre la struttura di contenimento citata la chiamiamo: - "travagghia" ...da noi non sono possibili errori o confusioni !

Caso speculare ma contrario lo troviamo in "Capire l'Equitazione",





Dunque, vediamo il caso speculare ma contrario di quello già esposto in "Ragionare Stanca", cioè competenza in equitazione, incapacità in traduzione : -

"Un cavallo che dall'immobilità parte francamente a un trotto o a un galoppo vibranti, ma sottomessi, dimostra che nell'alt era teso. (Se parte in disordine dimostra semplicemente che era più o meno eccitato oaffollato)."

Questo periodo si trova a pagina 80 di: "Capire l'Equitazione" di JeanSaint-Fort Paillard, bellissimo testo licenziato alle stampe da Allemandi Editore nella traduzione di Paolo Angioni.

Aggettivi e definizioni sul cavallo si "sprecano", da secoli si son scomodati - in questo esercizio - insigni scrittori, aulici poeti ed eminenti cavallerizzi...ma definire un cavallo "affollato" non è venuto mai in testa a nessuno, non ha nessun senso, nessuna corrispondenza neanche in espressioni gergali o di specie, sarà un errore di stampa ?? Un refuso ?? O che cosa ??

Bisognerebbe chiederlo al traduttore.

Nell'impossibilità, ho messo alla frusta i miei residui neuroni e con poco sforzo ho trovato una possibile spiegazione, basta avere a disposizione un dizionario francese ed un po di fantasia.

Bonder: - riempiere, colmare, farcire, affollare ecc. ecc.
Bondir: - balzare, scattare, saltellare, fremere....(fremere d'impazienza) ecc. ecc.

Ora è chiaro che l'autore voleva dire: - "il cavallo o è eccitato o è impaziente", "Dio solo sa come è nata la confusione nella traduzione, dato che il participio passato di bonder è : - bondé e quello di bondir è: - bondi.

Certo ci può essere un'altra spiegazione, la aspetto, di sicuro un cavallo non può "essere affollato".

I tifosi di calcio allo stadio si affollano, "sono affollati all'ingresso delle tribune"; ma un tifoso, per il semplice fatto che è "uno"- "uno solo" non può fare una folla, non è affollato, non può essere affollato.

Questo lo si capisce con un minimo di logica, comunque constato che una persona competente - perchè il colonnello a riposo Angioni che è certamente competente in equitazione - dimostra di non avere dimestichezza con l'italiano e forse neanche col francese, sicuramente non è portato per le traduzioni.

Nello stesso libro di casi simili - certamente meno eclatanti - ce ne sono a bizzeffe, ad esempio, a pagina 68 leggiamo: - "equilibrazione" parola che non esiste in italiano, almeno non l'ho trovata nei vocabolari:
Treccani - Zingarelli - Devoto Oli, probabilmente si tratta della pessima traduzione di équilibration che in italiano si rende con: equilibratura, equilibramento, bilanciamento, compensazione ecc.


L'errore del buon colonnello è di essere molto/troppo/assai legato al testo, cerca di tradurre alla lettera, alla "letterissima", con risultati davvero curiosi...più avanti vi offrirò altri esempi "mirabolanti".


 

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