Bisogna montare spesso ma senza che i libri siano lasciati negli scaffali a coprirsi di polvere. N. Oliveira - Ecco, in questo blog ci occuperemo di libri... ma non solo.

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sabato 27 febbraio 2021

Introduzione alle "Questioni".

 

Una strana foto del Generale a cavallo.

Da qualche parte, nelle sue “memorie”, il generale L’Hotte dice che: - “raramente è sceso da cavallo senza annotare immediatamente le sensazione avute dal contatto coi suoi migliori amici.” 
Nel corso della sua lunga vita, ha riempito - con una scrittura fine e serrata - numerosi quaderni che contengono la sua esperienza di sessant’anni di pratica e di studio dell’Equitazione.

Il primo di questi fascicoli, contiene le note che egli scrisse dopo le lezioni prese dal comandante Dupuis, allora era soltanto un ragazzo di quattordici anni con una “terribile" passione per i cavalli.

L’ultimo carteggio, che si chiude nell’Ottobre 1894, contiene le osservazioni del grande cavallerizzo che -  ormai settantenne - annotava dopo aver montato in completa solitudine, nel suo piccolo maneggio privato di Luneville - i suoi ultimi tre cavalli: - Glorieux, Domfront, Insensé.

Interi quaderni son dedicati ai suoi due maestri: - Baucher e d’Aure.

In un primo tempo, dalla massa di questo prezioso materiale, il Generale aveva estratto gli elementi per una per scrivere una poderosa opera sull’Equitazione.

La ridusse al libretto che oggi presentiamo ai lettori, eliminando tutto ciò che non gli sembrò assolutamente necessario.

Dunque, in queste duecento pagine, è contenuta la sostanza del pensiero del celebre cavallerizzo.

Egli definisce - con alcune formule illuminanti - i principi dell’Equitazione; indica con tre parole gli scopi essenziali dell’addestramento equestre; e senza perder tempo a descrivere i metodi per ottenerli - perché questi metodi possono variare all’infinito - si limita a dare delle indicazioni estremamente precise.

Da questo assieme di principi, di metodi e di scopi da raggiungere, si ricava un sistema semplice e chiaro, basato sul buon senso e sul tatto equestre.

Il Generale, intreccia i consigli tecnici con delle considerazioni generali sull’Equitazione che fu la sua passione per tutta la vita.

In alcune pagine, sono sintetizzate le sue riflessioni che costituiscono una vera e propria “filosofia dell’Equitazione”.
In un capitolo, dopo un magistrale paragone tra l’Equitazione e le altre arti, spiega il perché - da sempre - i cavallerizzi di valore sono stati rari e hanno formano pochissimi  allievi.

Per la maggior parte, l
e “Questioni”, è dedicato all’Alta Scuola, ma non sono trascurati gli altri generi di Equitazione, e il capitolo relativo all’equitazione militare è pieno di utili suggerimenti.

Nella sua opera, il generale L’Hotte considera l’assieme dei differenti sistemi di addestramento e - pragmaticamente - non ne condanna alcuno.
Ciò potrà deludere chi si aspettava di trovare in questo libro una serie di infallibili “ricette” per far diventare tutti i lalli “meravigliosamente leggeri” e tutti i cavalieri dei cavallerizzi finiti.

A questo proposito è il caso di ricordare l’episodio raccontato da Gaspard Saunier e riportato dal Generale nelle sue memorie.

“Mi ricordo che uno dei più  importanti personaggi della nobiltà francese, portò suo figlio dal Signor Duplessis che - all'epoca - era il più celebre e rinomato Maestro di Equitazione.
Dunque, questo Signore si avvicinò al Maestro e disse: - “Non voglio che Lei faccia diventare mio figlio un cavallerizzo, La prego soltanto di insegnargli ad accordare gambe e mani con ciò che desidera far fare al suo cavallo.”
Io avevo l’onore di essere uno degli allievi di Duplessis, che in mia presenza così rispose: - “Signore, son circa sessant’anni che lavoro per imparare ciò che Ella mi fa l’onore di chiedermi, mi sta domandando esattamente tutto quello che io cerco di capire.”

Il Generale, sapeva quanti cavalieri - anche professionisti - somigliano al nobil’uomo citato da Saunier, pertanto non ha dimenticato di attaccare questa tendenza; e noi vogliamo concludere questa breve introduzione citando le parole  con le quali l’autore delle “Questioni” chiude il suo esame dei differenti sistemi di addestramento.: -

“N
ell’equitazione, nessun sistema - per quanto logico e ben organizzato possa essere - potrà risultare infallibile; per ottenere il successo sperato - che nessuna teoria può garantire - sono necessari: - la misura e il tempismo altrimenti detti: “tatto equestre”.
In questi casi possiamo ben dire - parafrasando un vecchio proverbio : - “Quanto vale l’uomo, tanto vale il metodo.”

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