Bisogna montare spesso ma senza che i libri siano lasciati negli scaffali a coprirsi di polvere. N. Oliveira - Ecco, in questo blog ci occuperemo di libri... ma non solo.

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mercoledì 6 gennaio 2021

Eutanasia di un amore.

 

mercoledì 15 febbraio 2012


Ho pubblicato il VI capitolo di "Questioni", dove il Generale - a proposito dei cavalli che si "coronano" - accenna ai cavalli riformati dall'esercito; questo fatto mi ha fatto pensare alla condizione dei lalli, ma anche dei muli e degli asini nel XIX secolo; il loro  sfruttamento era estremo, comunque, la condizione degli operai e dei contadini...della "plebe" a quei tempi, non era dissimile da quella degli animali citati, basta leggere Dickens, ma lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo e sugli altri animali nasce ben prima e continua a tutt'oggi nella maniera più bieca, la differenza è che allora era "ufficiale" anche nei paesi "civili", oggi, in quei paesi è "ufficioso" è mascherato; mentre nel "terzo/quarto mondo" la truce speculazione aggredisce ancora quei popoli "alla luce del sole" a partire dalle donne e i bambini.

Comunque, ecco la situazione nell'ottocento.

http://web.me.com/ams.to/Filostoria/Imperialismo_-_casi.html

Minatori nelle zolfatare siciliane -  1930.


Ai tempi, i lalli lavoravano duro e pericolosamente, se non gli scoppiava il cuore sotto il carro, se non erano fatti a pezzi sui campi da battaglia, inevitabilmente, prima o poi, i "nobili amici dell'uomo" erano colpiti da acciacchi, allora, iniziava per loro la "discesa agli inferi, erano adibiti a lavori meno impegnativi e responsabili, dall'esercito o dal servizio di carrozza passavano al carretto del lattaio, dell'ortolano o a "fare escursioni sui Pirenei"; continuavano così - più o meno a lungo - con questi lavori meno impegnativi, dopo di chè venivano rivenduti e diventavano "chevaux de louage" : animali per tutte le esigenze e per tutte le mani, quindi, prima che fossero completamente esauriti passavano alle macine, ai mulini, ai torchi... gli asinelli erano calati nelle miniere, dove fino a quando avevano un pò di fiato in corpo si trascinavano attaccati alle macchine, sferzati senza pietà da uomini senza "quore".





Infine - se non cadevano sotto la fatica e le sferzate - erano venduti al macellaio: carni di bassa macelleria nei paesi ippofagi, mangime per cani e gatti o concime o sapone nei paesi dove vigeva/vige il tabù dell'ippofagia, a volte erano ridotti in condizioni tali che si recuperava soltanto la pelle.

Il generale L'Hotte e lord Seymour, queste cose le sapeva bene, infatti il primo dispose che:  Domfort, Glorioux ed Insensèe - i suoi ultimi lalli - fossero abbattuti con una pallottola sparata a bruciapelo...fu un gesto d'amore.
Il secondo (che aveva disponibilità economiche berlusconiane) acquistò e fece abbattere le "Cerf" - splendido soggetto che era stato il cavallo di punta del conte d'Aure a Versailles; lo aveva trovato ormai vecchio e in brutte condizioni in un maneggio a far da "nave scuola" ai rampolli del bel mondo parigino, gli evitò l'umiliazione del carretto e forse della macina...fu un gesto di rispetto.

Son certo che i miei amici lallisti inorridiranno a questo racconto, ma se contestualizzassero gli episodi capirebbero che si è trattato di una forma di amorevole eutanasia.

Ho avuto la fortuna di esser accompagnato durante tutta la mia vita da animali sia da compagnia che da reddito, quindi, per conseguenza, il mio contatto con la morte è stato naturale, l'ho vista da bambino e da adulto l'ho somministrata o fatta somministrare sia per necessità alimentari, che per far terminare le inutili sofferenze a miei cani, miei gatti e miei cavalli.
Dirò di più, se fosse stato possibile avrei fatto "addormentare" dolcemente mia madre, le avrei risparmiato un mese di indicibili sofferenze, aveva 96 anni e fino allo scatenarsi di un tumore al fegato era stata sempre in buona salute. 

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