giovedì 8 luglio 2010
Un "Un Officier de Cavalerie" è/dovrebbe essere l'autobiografia del generale L'Hotte; strana autobiografia, si parla poco, molto poco di lui, del "Generale", di Alexis-François L'Hotte, universalmente conosciuto come : - "Général L'Hotte.Nato a Luneville - "la città dei cavalli" - il 25 Marzo 1825, morto nel 1904 in quella stessa città.
Già dal titolo - semplice ed elegantissimo: - "Un Ufficiale di Cavalleria" - il Generale minimizza, cerca di ridimensionare la sua enorme figura di cavallerizzo di talento e di militare di altissimo rango stranamente di relative larghe aperture mentali: intelligente, innovativo, "rivoluzionario" che impose col suo "pugno di ferro" importanti direttive all'equitazione francese.
In questa autobiografia non vi è alcun cenno alla politica, alla religione, alle sue imprese di guerra, alle relazioni personali; pochissimi sono i riferimenti alle problematiche di cui fu protagonista, ai suoi interventi e alle sue scelte che di fatto condizionarono l'equitazione francese e che hanno avuto ripercussioni fino ai giorni nostri.
Per conoscere meglio il Generale bisogna attingere dagli scritti di Decarpentry, di Saint-André, di Ollivier, ecc.
Nei suoi "souvenirs" disegna una serie di splendidi ritratti dei grandi Cavallerizzi che dominarono l’epoca d’oro dell'Equitazione francese, tra i quali campeggiano in assoluto i suoi due maestri: - Baucher, il genio che stravolse l'equitazione che oggi chiamiamo "classica" e d'Aure: - il Cavaliere, il "centauro" per eccellenza, inoltre, mi è rimasta molto impressa - tra le figure dei cavallerizzi da lui tratteggiate - quella del comandante Rousselet: l'ecuyer, che duecento anni fa "parlava ai cavalli" a dimostrazione che - in equitazione - "nulla di nuovo c'è sotto il sole".
Oltre che allievo fu amico sincero di Baucher e di d'Aure, dai quali fu considerato il loro "miglior allievo"...un pò come se un chitarrista fosse stato il "miglior allievo" di Andrés Segovia e il "miglior allievo" di Django Reinhardt prendendo il meglio dai due genii ed eguagliando il primo in esecuzione classica ed in secondo in virtuosismo jazzistico.
Ho fatto quest'esempio mirabolante per sottolineare le qualità equestri del Generale, inoltre, L'Hotte era dotato di un enorme carisma personale che unito ad un'autorità naturale indiscussa ed indiscutibile hanno fatto dire all'allora colonnello de Saint-André, storico ufficiale del "Cadre Noir" : - "Se mai c'è stato un "Grand Dieu" a Saumur questi fu il generale L'Hotte"...ma chi era/chi è "le Grand Dieu" a Saumur ??
La ripresa dei cavallerizzi del Cadre Noir viene chiamata: - La "Ripresa degli Dei" o anche la "Messa Nera".
Questi termini vennero forgiati dalla "respectueuse insolence" degli allievi ufficiali della Scuola di Cavalleria, che dicevano e cantavano e scrivevano che i loro istruttori di equitazione montassero a cavallo "come degli dei", che il loro maneggio fosse "l'Olimpo", dunque è naturale che l'ecuyer en chef fosse chiamato: le "Grand Dieu"...il "Padreterno".

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